Una matita, un’incisione, un legame da ritrovare
Settembre 2025. Val Camonica. L’aria è tersa, il cielo blu di un azzurro primaverile. I monti che incorniciano la valle alpina custodiscono silenziosamente più di diecimila anni di storia incisa nella roccia.
A bordo di un pullman scolastico un gruppo di alunni di quarta elementare dell’Istituto Comprensivo di Settala, alle porte di Milano, è in viaggio verso il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri.
Uno di loro Nicolò, 10 anni, osserva il paesaggio con occhi grandi pieni di attesa.
Ama la storia degli ominini, come li chiama lui — anche se la maestra Franca gli ha spiegato che il nome corretto è ominidi.
Nel suo astuccio c’è una matita verde con una stella alpina e il nome Mario incisi. È il regalo più prezioso che abbia ricevuto dal nonno, originario di quella valle, che fin da quando lui era piccino gli parlava di quelle incisioni misteriose e di una roccia sulla quale erano raffigurate figure umane con le mani alzate, come se fossero impegnate in una danza o in una preghiera.

Il disegno tra le rocce
La visita è guidata da un’operatrice giovane, appassionata. Il gruppo ascolta, prende appunti, fa domande. Nicolò cammina un po’ in disparte.
Si ferma accanto a una roccia numerata, la osserva con attenzione.
Estrae dalla tasca un foglio piegato, prende la matita del nonno e comincia a copiare le figure: un cervo, un cacciatore, un segno a spirale.
“Questo glielo faccio vedere quando torno. Sarà contento.”

La perdita
Più tardi, durante la pausa pranzo su un prato, Nicolò si accorge che non ha più la matita.
Rovista nello zaino, cerca nelle tasche, chiede ai compagni. Niente.
“Maestra… non trovo la matita del nonno…”
Franca si avvicina, si china verso di lui.
“Quella verde?”
Lui annuisce con gli occhi lucidi.
Lei lo rincuora appoggiandogli una mano sulla spalla. “Aspetta, forse possiamo fare qualcosa.”
L’incontro con Scouthing
Franca si avvicina alla guida del parco.
“Per caso usate anche voi Scouthing? Noi lo usiamo a scuola per far ritrovare gli oggetti smarriti.”
La guida risponde sorridendo.
“Sì, lo abbiamo da quest’anno. Possiamo segnalare subito l’oggetto.”
Apre il tablet, Nicolò la osserva.
Franca lo incoraggia a descriverlo:
- Categoria: Penne
- Descrizione: Matita verde con su una stella alpina e il nome “Mario”
- Luogo: vicino alla roccia 23, settore B
- Data: oggi
“Fatto.” dice la guida. “Se qualcuno del personale la trova e la registra, arriverà una notifica.”
La sorpresa
Passa poco più di un’ora. Il gruppo è impegnato in un laboratorio creativo. Nicolò, un po’ triste, colora una sagoma di cacciatore preistorico.
Il tablet della guida emette un suono.
Notifica Scouthing: “Forse lo abbiamo trovato!”
La guida guarda l’immagine allegata: una matita verde appoggiata su una roccia.
Un’addetta alla sorveglianza l’aveva notata lungo un sentiero secondario e, secondo la procedura, l’aveva caricata sul sistema.
“È la tua?”
“Sì!” dice Nicolò saltando in piedi.

Il ritorno e il disegno finale
Poco prima di della partenza del pullman, la guida riconsegna a Nicolò la matita. “Eccola! Qui non si perde niente!” gli dice sorridendo.
Nel tragitto verso casa, il bambino prende un nuovo foglio. Disegna con la matita tre cose:
- Le rocce con le incisioni.
- La maestra Franca e la guida che parlano.
- Un tablet con un cuoricino e la scritta: “Scouthing”.
Sotto, in stampatello:
“PER NONNO MARIO. CON L’AIUTO DI SCOUTHING LE COSE BELLE NON VANNO PERSE”.
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