Uno specchietto smarrito, là dove abita la bellezza
Alice e Camilla sono amiche da sempre. Non solo perché frequentano la stessa scuola da quando erano all’asilo, ma perché si capiscono al volo. Basta loro uno sguardo, un’occhiata complice tra i banchi o un messaggio veloce durante le interrogazioni per sapere l’una cosa sta pensando esattamente l’altra.
Alice è alta, con lunghi capelli biondi e lisci che sistema ogni mattina con cura. Indossa occhiali neri dalla montatura decisa, alla moda. Camilla è minuta, con capelli castani mossi, occhi grandi e un sorriso disarmante. Alice è contemplativa e sensibile, Camilla diretta e concreta; per questo si completano.
In questa mattina di aprile c’è un’uscita speciale con la classe: visita al museo d’arte in centro città e, a seguire, passeggiata all’orto botanico.
Per Alice è più di una semplice gita: zia Rossella, la sua zia preferita, di professione architetto e appassionata d’arte, le parla spesso di quei luoghi.
«Certe sale sono come respiri, Alice» le ha detto una volta «e certe piante raccontano storie lente. Devi solo saper ascoltare.».
Prima di uscire di casa, Alice ha infilato in tasca un oggetto speciale, uno specchietto bianco lucido e rotondo, che è anche un piccolo powerbank. È un regalo che la zia le ha portato da un viaggio a Dubai.
Lo tiene sempre con sé, non tanto per specchiarsi o ricaricare il telefono, ma perché lo sente un po’ come un talismano, qualcosa della zia che vive lontano, in montagna, ma è sempre presente nei gesti e nei ricordi.
Arrivate al museo, Alice e Camilla si avviano verso i corridoi ampi e silenziosi. La prof ha dato infatti alla classe libertà di girare in piccoli gruppi, a patto di ritrovarsi entro mezzogiorno nella sala centrale.
Alice cammina lentamente. Si ferma spesso davanti ai quadri, ne legge titolo e autore, si perde nei dettagli dei volti dipinti, dei tessuti, degli sfondi.
Camilla, più dinamica, un po’ si annoia, un po’ si incuriosisce. Quando Alice le mostra con entusiasmo un’opera di cui le aveva parlato zia Rossella, Camilla le dice sorridendo: «Chissà come sarebbe contenta tua zia vedendoti così interessata!».
La visita prosegue tranquilla. Tra un quadro e una statua, un paio di foto rubate e qualche commento bisbigliato, la mattina passa velocemente.
Ma quando escono nel cortile dirette verso l’orto botanico Alice si accorge di qualcosa. Si ferma, infila la mano in tasca.
È vuota. La ragazza controlla lo zaino, le tasche interne. Niente.

«Lo specchietto» mormora corrucciata.
Camilla si ferma a sua volta.
«Sei sicura di averlo portato?»
Alice conferma. Ricorda perfettamente il gesto con cui, quella mattina, lo aveva fatto scivolare nella tasca della giacca.
Ricorda anche di averlo tenuto in mano un attimo, all’inizio del percorso. Probabilmente l’ha appoggiato da qualche parte e ora… non c’è più.
La delusione le giunge addosso come una doccia fredda. Non è solo per lo specchietto, ma per il significato che ha per lei. Quel piccolo oggetto sembrava connetterla con la zia, con le sue passioni, con il modo in cui guarda il mondo.
«Torniamo indietro» propone Camilla, pronta a cercarlo insieme.
Alice esita, non vuole perdere il gruppo; la prof è severa. Camilla si guarda intorno, cercando con lo sguardo qualcosa che la possa aiutare. Allora nota un piccolo adesivo sul vetro di una porta del museo.
Sull’adesivo è stampato un QR code e sotto, si legge la scritta “Oggetti smarriti – Scouthing.it”.
«Proviamo» dice.

Alice estrae il telefono dalla tasca e inquadra il codice. Lo schermo si illumina e in pochi secondi si apre la pagina del museo su Scouthing.it. Il modulo è facile da compilare. Alice inizia a scrivere:
- Nome: Alice
- Cognome: […..]
- Email: […..]
- Telefono: [……]
- Cosa cerchi: Specchietto bianco rotondo / powerbank
- Dove l’hai smarrito: al piano terra del museo
- Quando: Oggi, 13/11/2024
- Descrizione: Specchietto rotondo, di colore bianco perla, superficie liscia con porta USB e funzione di powerbank.
Alice rilegge tutto, si assicura di non aver dimenticato nulla. Poi preme “Invia”.
Per un istante le sembra che lo specchietto, in qualche modo, sia già più vicino. Come se quel gesto, quel click così semplice, fosse una promessa. Camilla la guarda in silenzio, poi sorride e le appoggia una mano sulla spalla. In quell’istante si sentono entrambe un po’ più grandi.
La giornata prosegue tra le serre dell’orto botanico. Alice si distrae, Camilla la fa ridere, le parla delle vacanze estive e piano piano torna il buonumore.
Dopo il pranzo consumato sotto gli alberi, le ragazze tornano all’interno del museo. La classe procede lentamente; il brusio dei compagni si mescola al rumore dei passi.
Alice ha il telefono in mano, lo sente vibrare. Sullo schermo appare una notifica.
“Avviso di match”
Alice trattiene il fiato; preme un tasto e apre il messaggio.
C’è una foto: sullo sfondo, il banco dell’accoglienza all’ingresso del museo.
In primo piano c’è il suo specchietto bianco, lucido e rotondo con il powerbank integrato: il regalo della zia.

Alice spalanca gli occhi, poi si volta verso Camilla con un largo sorriso. Le sfugge un’esclamazione che attira l’attenzione di alcuni compagni. «L’hanno trovato! Il mio specchietto!»
Camilla esclama felice «Te l’avevo detto. I dinosauri tornano, figurati gli specchietti!».
Poco dopo, con l’autorizzazione dell’insegnante, Alice si presenta alla reception del museo. L’addetta le porge lo specchietto con un sorriso complice, come se sapesse quanto quell’oggetto sia per lei più di un semplice accessorio.
Alice ha di nuovo lo specchietto tra le sue mani, lucido e intatto. Lo guarda e riguarda come per assicurarsi di averlo ritrovato per davvero. Camilla le sta accanto e condivide con lei la gioia.
«Dai, facciamoci un selfie» dice Alice.
Si mettono una accanto all’altra. Sullo sfondo, una grande statua in marmo su cui cade la luce di un riflettore. Alice alza il telefono con una mano e tiene nell’altra lo specchietto, ben visibile in primo piano. Scatta.

Pochi istanti dopo, la foto è già online. Una storia compare sul suo profilo:
“Recuperato. Grazie al museo che usa Scouthing, zia Rossella, ho ritrovato il tuo regalo, proprio dove mi hai insegnato a guardare: nei luoghi pieni di bellezza.”.
E sotto, tag scelti con cura:
@nome_museo @scouthing.it #bellezzadistratta #specchiettoinviaggio #amiciziaintasca
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