Un’agenda e un amico ritrovato
Loris, 47 anni, si definisce un narratore — non tanto per professione, quanto per vocazione. Non nel senso classico del termine, ma in una forma più contemporanea: osserva la realtà, la cattura nei suoi dettagli quotidiani e la trasforma in brevi storie per il suo blog.
Ogni settimana va al grande centro commerciale Galleria Nord, fuori città, e si siede sempre nello stesso posto, il divano rosso dell’area relax.
Da lì guarda la gente — famiglie, adolescenti, impiegati in pausa pranzo — e prende appunti sulla sua agenda nera, fedele compagna di osservazioni e di pensieri.
Un mercoledì qualunque, mentre scrive qualche nota su una signora che parla al telefono davanti a una vetrina di scarpe, si sente chiamare.
È Mauro, un vecchio amico dei tempi delle superiori, quando erano compagni di banco all’Istituto Tecnico per Geometri. Non si vedono da quasi trent’anni.
Si abbracciano, si raccontano in fretta i “trent’anni dopo” come se da allora fossero passati due giorni.
Mauro lavora come geometra. È uscito dall’ufficio per una breve pausa e propone all’amico:
“Adiamo a prenderci un caffè, così mi racconti un po’ di cose”.
Loris, emozionato per incontro inaspettato, prende la giacca e si alza in fretta. Non si rende conto che, nel farlo, lascia qualcosa sul divano. Preso dalla conversazione e dall’entusiasmo, si incammina con Mauro verso il bar.

Dopo il caffè
Finito il caffè, Mauro dice all’amico: “Perchè non vieni con me in studio? E’ a tre minuti di auto da qui. Oggi sono solo e mi farebbe piacere continuare a chiacchierare. Magari ti fai anche un giro tra le planimetrie, come ai vecchi tempi. Anche se, per la verità, non ti ho mai visto nei panni di un geometra.”
Loris accetta e lo segue.
Seduto tra grandi fogli e righelli, gli sembra di essere tornato indietro nel tempo. I ricordi del banco condiviso si intrecciano alle storie nuove.
Mauro, appoggiato alla scrivania, gli chiede:
«E tu che fai adesso, Loris? Hai messo a frutto il tuo diploma o hai seguito quella tua passione per la scrittura?»
«Ho smesso con righelli e calcoli. Ora raccolgo storie, osservo, scrivo. Guarda…»
Mauro gli sorride. «Allora aveva ragione la professoressa di italiano, quella che ti disse di iscriverti a Lettere. D’altra parte, uno che portava italiano come prima materia alla maturità da Geometra… qualcosa di diverso doveva farlo per forza!».
Loris infila la mano nella giacca, cerca; ma qualcosa non torna. Fruga di nuovo nella tasca interna, poi in quella esterna. Niente.
Si ferma. Guarda Mauro perplesso.
«Strano… non ce l’ho.»
Il tono si fa incerto. Lo sguardo si allontana per un istante, come a inseguire un pensiero che gli sfugge. Poi all’improvviso ricorda.

L’agenda
È rimasta là, sul divano del centro commerciale.
Proprio dove poco prima aveva cominciato a scrivere una nuova storia.
Un frammento di racconto dimenticato sul campo
«La mia agenda. Non c’è.»
«Magari l’hai lasciata in macchina.»
«No, l’avevo con me sul divano. Stavo scrivendo prima di vederti…»
«Vuoi che torniamo là?»
«No, aspetta… forse…»
Loris riflette. Gli torna in mente un dettaglio, un adesivo che ha visto vicino all’ingresso del centro.
Gliel’aveva fatto notare proprio Mauro, con una risatina: «Vedi? Ora anche gli oggetti smarriti si recuperano online!»
Senza esitare, Loris prende il cellulare, apre il sito del centro commerciale e clicca su Oggetti Smarriti. Inserisce tutti i dati richiesti:
- Nome: Loris
- Cognome: …..
- Email: Loris……@email.it
- Cosa cerchi: Agenda nera con elastico
- Dove l’hai smarrito: Area relax
- Quando: 24/10/2025, h15:00
- Descrizione: Agenda in pelle nera formato A5, con segnalibro
Poi preme Invia.
Non passano neppure dieci minuti e il telefono vibra.
Sul display compare la notifica: “Avviso di match“.
Loris sgrana gli occhi, clicca, vede la foto della sua agendina e sorride.
Saluta Mauro e corre al centro commerciale.
All’Infopoint una ragazza gli porge l’agenda.
«Qualcuno l’ha trovata su uno dei divanetti e l’ha portata qui. Così l’abbiamo subito caricata su Scouthing, il nostro sistema digitale per gli oggetti smarriti.
È un modo semplice per ritrovare subito ciò che si è perso.»
Loris prende l’agenda e la apre.
Completa una frase lasciata a metà e commenta “A volte, per raccontare una storia, bisogna prima dimenticare qualcosa.”

Ma prima di cercare una penna prende il cellulare e scatta una foto dell’agenda sul tavolo accanto alla tazza di caffè. Tutto è tornato al suo posto.
Condivide lo scatto in una storia sul suo profilo social e tagga il centro commerciale aggiungendo una breve frase:
“La nuova storia del mio blog parte da qui.
Da un amico ritrovato e da un’agenda che grazie a lui è tornata a raccontare.”
Con un gesto calmo, riapre la pagina e riprende a scrivere.