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5 Marzo 2026

Un oggetto ritrovato è un rifiuto evitato: Lost & Found e sostenibilità

Il Lost & Found viene quasi sempre raccontato come questione di customer care, ma ha anche un aspetto ambientale importante.

È una logica perfettamente coerente con la gerarchia europea dei rifiuti e con i numeri, pesanti, di tessili ed elettronica. Vediamo perché il Lost & Found può trasformarsi in un elemento di economia circolare, con esempi concreti e metriche per misurarlo.

Quando un oggetto torna al proprietario, non viene sostituito; e quando un oggetto non reclamato viene donato o reimmesso in una filiera di riuso, evita almeno in parte sprechi, acquisti sostitutivi e rifiuti. È un dato di fatto cui non si presta attenzione ma che ha un impatto importante sull’ambiente: ogni recupero è un mancato acquisto, con ciò che implica quanto a mancata produzione, in termini di uso materie prime, consumo di acqua acqua ed emissioni.

Ogni recupero è un mancato acquisto

Quando un oggetto torna al proprietario, non viene sostituito -e quando un oggetto non reclamato viene donato o reimmesso in una filiera di riuso, evita almeno in parte sprechi, acquisti sostitutivi e rifiuti. È un dato di fatto cui non si presta attenzione ma che ha un impatto importante sull’ambiente: ogni recupero è un mancato acquisto, con ciò che implica quanto a mancata produzione, in termini di uso materie prime, consumo di acqua acqua ed emissioni.

La normativa europea rafforza questa lettura, perché la gerarchia dei rifiuti mette al primo posto la prevenzione e la preparazione per il riutilizzo, prima ancora di riciclo, recupero e smaltimento. Un programma Lost & Found ben gestito, dunque, opera esattamente nei due gradini più alti di quella gerarchia: prima restituisce (prevenzione del rifiuto), poi avvia al riuso ciò che non viene reclamato. Inquadrato così, smette di essere un semplice servizio accessorio e diventa parte di una strategia di economia circolare.

Fonte: environment.ec.europa.eu – Waste Framework Directive

Perché tessili ed elettronica rendono il tema rilevante

Il legame con la sostenibilità diventa concreto quando si guarda alle due famiglie di beni che ricorrono più spesso nei Lost & Found: tessili ed elettronica.

Sul fronte tessile, in Europa il consumo ha raggiunto in media 19 kg pro capite nel 2022. Per ciascuna persona, questo equivale a circa 323 m² di uso del suolo, 12 m³ d’acqua, 523 kg di materie prime e circa 355 kg di CO₂ collegati agli acquisti tessili. Sempre nel 2022, gli Stati membri dell’UE hanno generato circa 6,94 milioni di tonnellate di rifiuti tessili – pari a 16 kg pro capite – e circa l’85% dei tessili domestici non è stato raccolto separatamente.

Sul fronte elettronico, il Global E-waste Monitor 2024 certifica 62 milioni di tonnellate di e-waste generate nel 2022, con solo il 22,3% raccolto e riciclato in modo documentato. Sono proprio le categorie – capi e dispositivi – che più spesso restano dimenticate in treni, hotel e mezzi pubblici.

Letti insieme, questi numeri spiegano perché il Lost & Found non sia un dettaglio. Ogni smartphone recuperato e restituito è un dispositivo che non entra nel flusso dell’e-waste e che non viene rimpiazzato da un acquisto nuovo; ogni capo che torna al proprietario, o che almeno viene avviato alla donazione, alleggerisce una filiera tessile già sotto forte pressione ambientale. Il punto non è trasformare il Lost & Found in un programma ambientale, ma riconoscere che, nei fatti, potenzialmente lo è già.

Fonte: europarl.europa.eu – Fast fashion / EU laws for sustainable textile consumption; Global E-waste Monitor 2024

Un oggetto ritrovato è un rifiuto evitato: ogni restituzione è un acquisto sostitutivo in meno

Tre programmi che mostrano la seconda vita degli oggetti

Diversi operatori europei hanno già trasformato i propri beni non reclamati in micro-esempi di economia circolare applicata.

Nel Regno Unito, TfL dichiara che gli articoli non reclamati dopo 3 mesi diventano di sua proprietà, vengono privati dei dati personali e quindi donati, riciclati, smaltiti o venduti. Nell’anno fiscale 2024/25 ha registrato 84.846 sterline di fees, 276.796 sterline di contante non reclamato e 142.578 sterline dalla vendita di beni non reclamati, specificando che la maggior parte degli oggetti finisce in donazione, mostrando che il Lost & Found può diventare filiera di riuso misurabile.

SNCF TER Bretagne spiega che, se il bene non viene ritirato entro 30 giorni, può essere affidato all’Administration des Domaines, donato a un’associazione oppure distrutto. Puntare sulla seconda vita degli oggetti non reclamati è un obiettivo importante.

SBB dichiara che i beni non abbinati, trascorso il periodo legale di custodia, vengono affidati a una piattaforma specializzata per la valorizzazione pubblica. Tale valorizzazione pubblica tramite operatore dedicato dopo il termine legale dimostra la maturità di una filiera post-custodia.

Fonte: tfl.gov.uk – Lost property; pagine ufficiali SNCF TER Bretagne e SBB

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