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Aliscafo
29 Settembre 2026

In mare verso le vacanze

E' bello andar per mare. Se poi sai che il servizio va oltre il viaggio, parti tranquillo.

Alice con mamma e papà trascina il suo trolley rosa mentre porta in spalla lo zainetto rosa e regge il cestino in cui c’è Mielina avvolta in una coperta rosa.

Stanno salendo sull’aliscafo che li porta in vacanza. Hanno prenotato una casetta in mezzo al nulla dove i genitori sperano di dimenticare la vita quotidiana e la bambina di arricchire il quaderno in cui fa seccare i fiori selvatici per la sua collezione. Da grande studierà botanica. Se non cambierà idea.

L’aria salmastra le rende i capelli appiccicosi e il vento glieli arruffa. È bello andare veloci e guardare l’imbarcadero farsi sempre più piccolo fino a sparire. Al sole fa troppo caldo e la famigliola si ripara all’interno, dove però l’aria condizionata è molto fredda. Così Alice entra ed esce in continuazione, sfogando così l’impazienza di arrivare.

Scesi a terra, salgono sul pullmino che li porta a destinazione. Da quel luogo si muoveranno in bicicletta o in autobus. All’arrivo li attendono i proprietari della casa per accoglierli. Sono stanchi, non tanto del viaggio quanto dell’anno di lavoro alle loro spalle. Ritirate le chiavi, prendono possesso delle stanze.

Aprono le valigie, appendono, ripongono e fanno sparire i bagagli sotto al letto. Vivranno lì per un mese. Alice sistema i suoi vestiti e i quaderni e predispone l’angolo di Mielina. Che però nella coperta non c’è più. La bambina impallidisce. Si guarda intorno, fruga tra le sue cose e corre nella camera dei genitori: “Mamma, Mielina è con te?” La madre la guarda presagendo il dramma. ”No, l’hai sempre tenuta in braccio tu. Non l’hai rimessa nel cestino quando facevi avanti e indietro sul battello?”

“NO! NO! Non c’è! È caduta fuori, forse è in mare, sarà affogata! Aiuto!”

I genitori capiscono che non ci saranno vacanze finché la figlia sarà in quello stato. Si guardano chiedendosi come fare. Uno dei due ipotizza: “Magari il sito degli aliscafi ha un numero di telefono!”

“Figurati se in pieno agosto badano a una bambola di pezza”

“Io ci provo. Come si chiamano? Ah, sì. Guarda, sul sito della compagnia degli aliscafi c’è un pulsante Oggetti Smarriti: si apre un modulo, lo compilo. Dille di non piangere, che la stiamo cercando; anzi, vieni Alice, fallo tu, è facile: metti il tuo nome e descrivi Mielina!”. La bambina si calma e inizia a compilare. Indica cos’ha perso e lo descrive. I genitori aggiungono il loro indirizzo temporaneo e inviano.

Sanno bene che gestire l’isolamento cui stanno obbligando la bambina senza la sua bambola sarà molto difficile. Il nervosismo sale. “Chissà quanto tempo passerà prima che qualcuno, se la trova, la segnali a chi la registra, se lo farà, e quando chi leggerà il modulo si metterà a cercare, sempre che lo faccia: a quest’ora hanno appena chiuso gli uffici, e non è detto che non ci tocchi aspettare lunedì mattina, un incubo. Comincia proprio male questa vacanza, altro che relax!”

Mentre fanno un giro intorno alla casa per distrarre la piccola, un messaggio sullo smartphone richiama l’attenzione. Scouthing, “Anticipo di Match. Ciao Alice, un oggetto della categoria Giocattoli è stato trovato oggi alle 16.30 sull’Aliscafo 345. Appena avremo controllato la corrispondenza con la tua descrizione, ti ricontatteremo”. La bambina spalanca gli occhi, vuole una risposta dai genitori, che la tranquillizzano dicendole che c’erano stranamente pochi bambini su quell’aliscafo, e che quindi è probabile che si tratti proprio della sua bambola.

La sera gli adulti ripensano all’accaduto. “Speriamo che sia la sua bambola, altrimenti per lei è una tragedia”. “Mi sa che lo sarebbe anche per noi: chi la tiene qui un mese senza Mielina?”. “Ma hai visto con che rapidità è arrivato quel messaggio, nonostante l’orario? Devono un ottimo sistema di gestione. Non avrei pensato ricevere un avviso così presto”. “Vero. Questo significa che curano la qualità del loro servizio, quindi possiamo ben sperare”. La notte cala sulla stanchezza di tutti e tre, portandoli nel mondo dei sogni.

L’indomani un messaggio da Scouthing invita a controllare se l’oggetto ritrovato è il loro. Cliccando, appare la foto della bambola. Si precipitano in camera di Alice: sembrano loro i bambini, la vacanza è salva. “Come facciamo ad andare a prenderla? Non sappiamo neanche se l’hanno trovata prima che l’aliscafo ripartisse, chissà dov’è!”. “Qui chiedono se preferiamo farcela spedire!”. “Siiii!!!”. “Ok allora: ecco il link al pagamento, inserisco il numero della carta di credito ed è fatta! Guarda Alice, qui c’è il tracciamento che ci consente di sapere a che punto del viaggio si trova Melina mentre sta tornando da te”.

Ora la vacanza può iniziare.

I genitori mandano subito una recensione all’armatore che ha salvato le loro vacanze e raccontano agli amici che la compagnia prenotata per caso sarà quella che li porterà sempre ovunque andranno per mare.

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